Diego's profileQuo Vadis?PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
7/19/2009 To liveOsservo il mare dinanzi a me, fumando un sigaro. Una barca a vela termina il suo viaggio da chissà quale luogo sperduto, una coppia di fidanzatini tornano dalla spiaggia tenendosi la mano e sorridendo alla giornata appena finita, due anziani se ne stanno seduti su di una panchina, contemplando il tramonto. Come me. In una fresca serata di Luglio, vedo diversi attori giocare il ruolo della propria vita. Chissà quanti tra di loro stanno veramente recitando con affanno e sofferenza e chissà quanti altri la vivono inconsapevoli di giocare, appunto, un ruolo. Serenamente. Come se niente fosse. La vita è bella. Così recitava un famoso film. La vita è un palcoscenico. Ma quale? Quello di un grande teatro? O quello del centro sportivo locale? La vita è una tela bianca su cui noi dipingiamo il nostro capolavoro. Un Modigliani? O un Tizioecaio? La vita è una storia narrata da un idiota, piena di rumore e follia, e che non significa nulla. Whatever. Qualsiasi cosa sia, la vita è vita. Non credo ci sia una definizione più adatta, più corretta, più tragica, più pessimistica, scientifica, empirica o filosofica delle altre. Ognuno vive la propria vita secondo… Secondo cosa? Un piano? Una strategia? Un disegno divino? Bella domanda. Ognuno vive la propria vita come vuole. Anarchia? Ognuno vive la propria vita. E mi fermerei qui. Non è importante come. L’importante è vivere. Vivere la vita. Vivere secondo i propri impulsi, con le proprie debolezze, con forza, timore o gioia o incoscienza. Vivere affrontando quotidianamente ostacoli, sbarramenti, tragedie piccole e grandi che siano. Vivere con la persona amata, in solitudine, con un gregge di pecore o una mandria di vacche. Vivere al mare, in una grotta, in un loft o in mezzo alla strada. Whatever. Qualsiasi luogo, qualsiasi compagnia, con qualsiasi sentimento. L’importante è vivere. Ma vivere come lo intendo io è diverso. Vivere per me significa… Non lo so ancora. Ma sicuramente significa sorridere. Sorridere alla vita. Sembra una frase estrapolata da un bigliettino che avvolge un cioccolatino. Ma credo che non ci sia niente di più efficace per affrontare le insidie della quotidianità. Sorridere. Così, i due anziani seduti alla panchina si alzano e insieme si avviano presso la loro casa, sorridendo. I fidanzatini già sorridevano, ma ora che sono seduti a tavola, mangiando al tramonto, sorseggiando un bianco frizzantino e pensando alla bella giornata che verrà dopo che le luci della città si saranno spente, sorridono ancor di più. La barca a vela non può sorridere. Magari lo fa dentro di sé, ma non ci è dato saperlo. E io? Io osservo il mare dinanzi a me. Il sigaro l’ho finito. Ma sto ancora sorridendo.
TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://diegolep.spaces.live.com/blog/cns!ED408D4657A0B29B!845.trak Weblogs that reference this entry
|
|
|